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Palazzo Leoni Montanari

in: Palaces

Details

  • Historic Period: Settecento
  • Province: Vicenza
  • Town: Vicenza
  • Address: Contrà Santa Corona 25
  • Reference's Film Commission: Vicenza Film Commission

La storia di Palazzo Leoni Montanari ha inizio nel 1678, quando Giovanni Leoni Montanari decise di far erigere una grande residenza, nello stesso luogo dove la sua famiglia possedeva già alcuni stabili, usati non soltanto come abitazione, ma anche come laboratorio di filatura della seta. I Leoni Montanari erano una famiglia che aveva raggiunto una solida posizione economica con la produzione e il commercio dei tessuti. In quegli stessi anni erano alla ricerca di una promozione sociale, e chiedevano insistentemente alla municipalità vicentina di essere accolti nel ceto nobiliare. La costruzione del palazzo serviva dunque a fornire un’eloquente testimonianza delle aspirazioni della famiglia e del nuovo ruolo che ambivano a ricoprire nella vita cittadina. Queste vicende determinarono le peculiarità stilistiche dell’edificio. Palazzo Leoni Montanari è l’unica residenza dichiaratamente barocca di Vicenza, una città che volle sempre rimanere fedele al magistero artistico classicista dell’architetto Andrea Palladio. La scelta di un linguaggio architettonico estraneo al tessuto urbano vicentino intendeva stupire con la sua originalità, ma anche evidenziare il distacco dai gusti decisamente conservatori dell’aristocrazia locale. La documentazione d’archivio non ha ancora fornito risposte certe sugli autori della costruzione, che si svolse in due fasi distinte, ed ebbe termine nel secondo decennio del Settecento. È stato ragionevolmente ipotizzato l’intervento dell’impresa edilizia vicentina dei Borrella e dell’architetto lombardo Giuseppe Marchi.
La Loggia d’Ercole è l’ambiente maggiormente caratteristico del piano nobile di Palazzo Leoni Montanari e quello più riccamente decorato. Motivi floreali, putti e figure femminili sembrano letteralmente straripare dalle pareti.Il motivo centrale della composizione è la nicchia con la monumentale statua di Ercole. Il dio greco brandisce la clava con la quale sta per infliggere il colpo definitivo al drago Ladone, custode del mitico Giardino delle Esperidi. Le pitture della Loggia sono opera di Louis Dorigny. Gli ovali del soffitto sono dipinti a monocromo. Ognuno di essi ospita una figura della mitologia greca. Nelle lunette degli archi sono dipinti episodi storici, non sempre chiaramente identificabili. Lo stile narrativo è simile a quello che si è già potuto osservare nella Sala dei quattro continenti. Sopra alla grande statua di Ercole è raffigurato l’incontro tra Alessandro Magno e il filosofo Diogene. La lunetta sopra la porta d’ingresso ospita la figura di Euclide attorniato dai suoi discepoli.Le tre arcate che si affacciano sul cortile interno, oggi chiuse da ampie vetrate, erano originariamente aperte e questo spiega l’impegnativo lavoro di restauro reso necessario per restituire all’originaria dignità la decorazione della Loggia.

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