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- Historic Period
- Province Verona
- Town Santa Sofia di Pedemonte
- Address
- Reference's Film Commission Verona Film Commission
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- Historic Period
- Province Verona
- Town Verona
- Address
- Reference's Film Commission Verona Film Commission
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- Historic Period
- Province Verona
- Town Verona
- Address Via Del Pontiere 35
- Reference's Film Commission Verona Film Commission
Complesso teatrale è costituito da edifici di epoche diverse, inseriti in un suggestivo ambiente naturale collinare. In origine si estendeva, con terrazzamenti successivi, dalla riva dell'Adige alla sommità del colle ed era coronato da un tempio i cui resti sono venuti alla luce nel 1851, quando gli austriaci cominciarono gli scavi per la ricostruzione di Castel S. Pietro. Costruito all'inizio del I sec. d.C. (ma il perfetto allineamento con il reticolo urbano fa risalire la progettazione del complesso al I sec. a.C.), dal X sec., sulle sue rovine furono costruiti edifici religiosi e abitazioni che col tempo celarono completamente le strutture del Teatro. Di questi edifici è rimasta, sull'ala orientale della cavea, la chiesa dei SS. Siro e Liberta. intorno alla metà dell'800 vennero realizzati i primi scavi, nel 1904 il Comune di Verona entrò in possesso dell'area e proseguì i lavori di ristrutturazione fino al completamento negli anni 70. Il Teatro è costituito dai resti dell'edificio scenico, dell'orchestra, della cavea, di due ordini di gallerie e di 3 terrazze di raccordo con la sommità del colle. L'edificio scenico (di cui oggi si conservano solo i muri portanti in tufo) in origine era alto quanto l'intera cavea ed era ornato da statue e da ricche decorazioni architettoniche. Sul frontescena si aprivano 3 porte e 2 parasceni d'accesso al palcoscenico, entrambi ancora conservati, quello orientale è utilizzato come ingresso del Teatro. Sotto il palcoscenico si trovava la fossa scenica di cui sono visibile elementi quadrangolari in pietra, coi fori in cui scorrevano le corde che sollevavano e abbassavano il sipario. Davanti al palcoscenico si trova il piano semicircolare dell'orchestra, con resti di pavimentazione in marmi colorati e disegni a motivi geometrici; in prossimità della cavea, è rimasto il fossato per il deflusso delle acque piovane. La cavea è in calcare bianco della Valpolicella. Della cavea è stato ricostituito solo una parte del settore occidentale. Sulla sommità delle gradinate si trovano l'ambulacro coperto e i resti di una sovrastante galleria.
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- Historic Period Epoca romana
- Province Verona
- Town Verona
- Address Regaste Redentore, 2
- Reference's Film Commission Verona Film Commission
Capolavoro del romanico in Italia, fu fondata da re Pipino (o secondo alcuni rifondata) tra l'VIII e il IX sec., sulla tomba del patrono di Verona, attorno al quale si era sviluppato un culto con radici antiche (V sec.). Le attuali strutture romaniche sono dovute principalmente alle modifiche attuate nel XII sec., dopo il terremoto del 1117. Solo l'abside, rifatto alla fine del XIV sec., presenta forme gotiche. La facciata in tufo è attraversata da una galleria di bifore in marmo rosso. Al centro si apre la ruota della fortuna, grande rosone dell'inizio del XIII sec. di Brioloto, decorato da 6 statue che raffigurano le alterne vicende umane. La parte centrale della facciata è caratterizzata anche dal portale con protiro del maestro Nicolò (e aiuti, 1138). Il protiro è sostenuto da due leoni. L'arco è decorato con motivi animali e vegetali, con sculture di santi e raffigurazioni dei mesi (sui lati). Nella lunetta è scolpito S. Zeno e (alla base) alcuni miracoli del santo; queste sculture conservano ancora ampie tracce di una antica policromia. Il portale della basilica è un esempio fondamentale di scultura romanica; ogni battente ligneo è decorato da 24 formelle di bronzo, a rilievo. A sinistra ci sono le Storie del Nuovo Testamento e un mascherone, a destra 18 Storie dell'Antico Testamento, 4 Storie di S. Zeno, un S. Michele e un altro mascherone. Altre formelle, più piccole, ricoprono gli stipiti interni dei battenti e presentano figure di re incoronati, virtù, santi e uno scultore al lavoro. Ai lati del protiro si trovano rilievi in pietra: a sinistra le Storie della Genesi del maestro Guglielmo (XII sec.) e la raffigurazione della leggenda Teodorico attirato all'inferno, di artista ignoto; a destra Scene di vita di Gesù del maestro Nicolò e raffigurazioni di duelli fra guerrieri, anche queste di autore ignoto. Le pareti laterali della basilica e l'abside presentano il tipico rivestimento veronese di fasce alternate di tufo e cotto. L'interno è a croce latina a 3 navate, divise da pilastri cruciformi, alternati a colonne con capitelli a motivi zoomorfi e capitelli corinzi provenienti da edifici romani. Il soffitto ligneo carenato è della fine del '300. La chiesa è ricca di opere d'arte: vi si trovano opere pittoriche dal XIII al XVI sec. e opere scultoree del XII, XIII e XIV sec. Da ricordare: la croce stazionale della metà del '300, attribuita a Lorenzo Veneziano; il battistero ottagonale di marmo, del XIII sec., attribuito a Brioloto; la coppa di porfido (oltre 2 metri di diametro) che doveva appartenere ad un edificio termale della Verona romana; la pala Madonna e santi di Francesco Torbido; l'enorme affresco S. Cristoforo, uno dei più antichi (risale alla fine del XIII sec.); all'altare maggiore, il sarcofago dei SS. Lupicino, Lucillo e Crescenziano (vescovi veronesi), con decorazioni scultoree raffiguranti scene del Vangelo, di un maestro anonimo del XII sec.; il dipinto della Crocifissione della scuola di Altichiero (fine '300); la statua in marmo rosso di San Zen che ride, di autore veronese del XIII sec. (reca ampie tracce della colorazione originaria). L'opera più importante conservata in S. Zeno è il trittico di Andrea Mantegna (1457-1459), capolavoro della pittura rinascimentale dell'Italia Settentrionale. Il trittico ha come soggetto la Madonna con Bambino e santi; portato via dai francesi nel 1797, fu recuperato più tardi, ad eccezione dei dipinti della predella (quelli attuali sono copie di Paolo Veronese). La cripta è del XIII sec., presenta 7 arcate con fregi di Adamino da S. Giorgio (artista locale) appoggiate su capitelli e archivolti scolpiti, della prima metà del XII sec. Le pareti sono affrescate con dipinti del XIII e XIV sec.; una cancellata del '400 chiude l'abside, in cui è conservato il sarcofago con le reliquie di S. Zeno. Sul lato destro della chiesa e non appoggiato a questa, il campanile si innalza per 72 metri. Iniziato nel 1045, ma restaurato già nel 1120 (dopo il terremoto del 1117), è stato ultimato nel 1173. Al di sopra della zoccolatura presenta la caratteristica bicromia dovuta all'utilizzo di fasce alternate di tufo e cotto. È diviso in piani da cornici ad archetti di tufo ed è coronato da un doppio ordine di trifore e da una cuspide con 4 pinnacoli angolari. Sui fianchi sono inserite decorazioni scultore romane. Accanto alla basilica, fin dall'età carolingia, era presente un monastero benedettino, che divenne molto presto un centro catalizzatore molto forte, tanto da far sviluppare, nei pressi, una piccola città (il cosiddetto borgo S. Zeno). A partire dal X sec., presso il monastero soggiornarono abitualmente gli imperatori del Sacro Romano Impero, quando dovevano trattenersi a Verona. Il monastero (diventata abbazia) fu soppresso nel 1770 (dopo una lunga fase di decadenza, iniziata con gli Scaligeri) e in epoca napoleonica fu progressivamente demolito perché utilizzato come cava per materiale edilizio di reimpiego. Dell'antica abbazia rimangono solo il torrione e il chiostro. Il chiostro sul fianco sinistro della basilica fu costruito a cavallo fra il '200 e il '300; si tratta di un ampio quadrilatero romanico-gotico, con colonnine binate e capitelli a foglie uncinate. Uno dei muri (con filari in cotto a pietra alternati) è probabilmente altomedievale. Sotto il portico sono presenti numerosi frammenti pittorici e scultorei e varie sepolture (fra cui quella dell'abate Giuseppe della Scala, citato da Dante nel suo Purgatorio). Il torrione che si eleva sul lato sinistro della piazza è una costruzione in cotto, coronata da merlatura ghibellina. È stato eretto probabilmente in due momenti successivi, tra il XII e il XIII sec. All'interno sono conservati l'affresco "Omaggio dei popoli al potere imperiale", del XIII sec. e frammenti di decorazioni trecentesche.
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- Historic Period Epoca medievale
- Province Verona
- Town Verona
- Address Piazza San Zeno
- Reference's Film Commission Verona Film Commission
Chiesa romanica dell'inizio del XII sec., fu costruita sul luogo di una precedente basilica paleocristiana (frammenti di decorazioni nel cortile d'accesso). Subì pesanti interventi di restauro nel 1877 e nel secondo dopoguerra. L'edificio presenta il tipico paramento delle costruzioni romaniche veronesi, a fasce alternate di tufo giallo-ocra e mattoni rossi, con alcuni filari di ciottoli disposti a spina di pesce. La facciata è compresa fra due insolite torri scalari cilindriche, attraverso le quali si aveva accesso ai matronei. Il protiro pensile e il campanile (ricostruito in epoca recente) risalgono alla seconda metà del XV sec. L'interno è a tre navate; sopra quelle laterali si trovano i matronei, con logge che si affacciano sulla navata centrale. Sull'altare maggiore è posto il dipinto Madonna con Bambino che appare ai santi di Domenico Brusasorci (1566). Notevoli i frammenti di affreschi del XIII e XIV sec. raffiguranti angeli e santi e, nella cappella della navata sinistra, il David di Nicolò Giolfino.
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- Historic Period Epoca medievale
- Province Verona
- Town Verona
- Address Corso Cavour 28
- Reference's Film Commission Verona Film Commission
La basilica, una delle costruzioni religiose più significative di Verona, è composta da due edifici sovrapposti, ma connessi. La chiesa inferiore fu eretta dai Benedettini tra il 1065 e il 1143, sui resti di un antico sacello dedicato ai SS. Fermo e Rustico; la chiesa superiore, coeva a quella inferiore, fu riedificata in stile gotico nel XIV sec., ad opera dei Francescani che erano subentrati ai monaci precedenti nel 1260. La facciata gotica (ultimata nel 1350 circa) è divisa in due da una galleria d'archetti in parte cieca. La parte inferiore è in tufo e appartiene all'antica chiesa romanica; quella superiore presenta un rivestimento murario a fasce alternate di tufo e cotto, su cui si aprono quattro strette e alte monofore trilobate, sormontate da una trifora tra due loculi. Il portale romanico alla sommità della scalinata ha profonda strombatura a cordoni multipli; nella lunetta è collocata una statua di S. Francesco, del XV sec. La porta bronzea di Luciano Minguzzi è moderna (1984-88). Il bel portale laterale ad arco acuto e marmi policromi (1363) è decorato da sculture del XIV e XV sec. ed è preceduto da un ampio protiro del XV sec. Spettacolare è il complesso absidale, affacciato su un giardinetto nei pressi dell'Adige. Le due absidi laterali semicircolari, ornate da esili lesene, sono romaniche; l'abside centrale poligonale si innalza su base romanica, ma presenta forme gotiche, con contrafforti coronati da guglie e frontoni. Il massiccio campanile a cuspide, del XIII sec., presenta una cella campanaria con trifore e capitelli romanici. L'interno della chiesa superiore è ad un'unica ampia navata a croce latina, con altari laterali e cinque absidi ed è coperto da un prezioso soffitto ligneo carenato del 1314. Le pareti e le cappelle sono ornate da numerosissimi elementi decorativi. Notevole il ricco pulpito della fine del '300, in marmi policromi con cuspide in legno dipinto. Numerose sono le opere pittoriche che vanno dal XIII sec. al XVII sec.; tra le altre: il frammento dell'affresco con angeli musicanti di Stefano da Zevio, vari dipinti di Domenico Brusasorci, la pala Maria e i santi di Giovan Francesco Caroto, l'affresco della Crocifissione attribuito a Turone, ma anche le opere di Francesco Torbido, di Battista del Moro, di Lorenzo Veneziano, di Liberale da Verona e di Alessandro Turchi (l'Orbetto). Le opere scultoree che arricchiscono l'interno appartengono ai secoli XIII-XVI. Sono presenti alcune sculture giovanili di Michele Sanmicheli e un altare che riprende la struttura dell'arco trionfale, sempre dello stesso autore. Ma l'opera più spettacolare è il monumento Brenzoni (1427-39) capolavoro di scultura e pittura tardogotica. Il sarcofago è sospeso sulla parete tramite un supporto di finte rocce ed è circondato da statue raffiguranti la Resurrezione di Cristo di Nanni di Bartolo. Sullo sfondo del monumento, il dipinto dell'Annunciazione di Pisanello, sopra cui si trovano gli affreschi di S. Michele e S. Raffaele, sempre di Pisanello. Dal transetto, si passa al chiostro romanico (con frammenti scultorei di varie epoche), da cui si accede alla chiesa inferiore, edificio romanico a croce latina con 3 navate, sostenute da numerosi pilastri (con capitelli medievali); alle pareti e sui pilastri, interessanti affreschi del XI-XIII sec.
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- Historic Period Epoca medievale
- Province Verona
- Town Verona
- Address Via San Fermo
- Reference's Film Commission Verona Film Commission
Di fronte al mastio di si trova il Ponte Scaligero sull'Adige, attualmente adibito ad esclusivo camminamento pedonale. Edificato nella seconda metà del XIV sec., la poderosa costruzione a 3 arcate disuguali è in cotto e presenta fortificazioni e merlature. Fatto esplodere dai tedeschi in ritirata nell'ultima guerra, è stato ricostruito nel 1950, con le pietre e i mattoni originali, recuperati sul fondo del fiume. Vi sono tracce di reimpiego di materiale edilizio d'epoca romana: una serie di capitelli corinzi murati nella prima pila verso Castelvecchio (visibili solo se il fiume è in secca, uno è stato estratto e posto sul camminamento) e un cippo funebre romano presso l'imbocco verso l' (trovato nelle fondamenta durante la ricostruzione del '45).
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- Historic Period Epoca medievale
- Province Verona
- Town Verona
- Address Ponte scaligero
- Reference's Film Commission Verona Film Commission
Costruito a cavallo dell'Adige dove fin dalla preistoria esisteva un guado tra il colle di S. Pietro e la pianura, la mancanza dell'allineamento con il reticolo viario urbano romano ha fatto pensare ad una realizzazione del ponte precedente all'89 a.C. Nei secoli ha subito numerosi crolli, ricostruzioni e restauri. Gli interventi più importanti furono: quello del II sec. d.C. che portò all'inserimento di blocchi di marmo; quello del 1298 che lo dotò delle torri in testa al ponte (una distrutta nel 1801); quello del 1520 di fra' Giocondo; quello del 1957-59, quando il ponte venne completamente ricostruito dopo che i tedeschi in ritirata, nel 1945, l'avevano fatto esplodere. I blocchi di pietra e i mattoni, proiettati nel letto del fiume dall'esplosione, furono recuperati, ordinati e numerati, consentendone il reimpiego nella ricostruzione. Il ponte attuale è a 5 arcate. Le prime due a sinistra sono romane, in grossi blocchi di calcare bianco locale; nella pila fra le due arcate è visibile una delle finestrelle che assicuravano un efficace sfogo alla corrente del fiume in piena. Nell'arco della seconda arcata è visibile una figura scultorea maschile del II o III sec. d.C. L'arcata destra, con la rimanente torre di testa, risale al rifacimento in mattoni del 1298, voluto da Alberto I della Scala. Le due arcate al centro risalgono probabilmente alla ricostruzione del 1520.
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- Historic Period Epoca medievale
- Province Verona
- Town Verona
- Address Ponte Pietra
- Reference's Film Commission Verona Film Commission
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- Historic Period
- Province Verona
- Town Verona
- Address Piazza delle Erbe
- Reference's Film Commission Verona Film Commission

